Pamela Prati naufraga all’Isola 2009. Rossano si separa
Pubblicato da Giorgia in Gossip, Isola dei Famosi, Personaggi Tv, Primo Piano, Reality Show.
Martedì, 2 Dicembre 2008.
E’ appena terminato il Gala dell’Isola dei Famosi 6 che già si pensa all’Isola dei Famosi 7, l’edizione 2009. Finalmente svelato il motivo della presenza di Pamela Prati nelle ultime tre puntate: sarà una delle naufraghe della prossima edizione. Dal Gala, inoltre, Rossano Rubicondi pare confermare le voci di separazione legale dalla moglie Ivana Trump: sebbene faccia l’evasivo il divorzio sembra ormai vicino.


MILANO, 29 luglio 2009 – Clamoroso: sarà Michael Schumacher a sostituire Felipe Massa sulla Ferrari nel GP d’Europa del 23 agosto a Valencia. Il tedesco, che ha lasciato la F.1 al termine della stagione 2006, torna così a correre per aiutare il Cavallino in un momento difficile per l’infortunio del brasiliano e in una stagione dura che non ha ancora regalato successi.
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Massa parla già di corse
BUDAPEST, 29 luglio 2009 – Notizie sempre più incoraggianti da Budapest sulle condizioni di salute di Felipe Massa. Il pilota – ha fatto sapere la Ferrari – è stato sottoposto a una risonanza magnetica, che hanno confermato il continuo miglioramento delle sue condizioni. Massa parla e può stare in posizione seduta, è anche riuscito a compiere i primi passi e stamattina ha lasciato il reparto di terapia intensiva. Sotto il profilo clinico e radiologico “tutto procede per il meglio”.

chiodo fisso — Che il clima sia disteso lo testimonia anche il fatto che Dino Altman, il medico personale di Massa, sia tanto tranquillo da concedersi un po’ di jogging in mattinata, invece di restare in ospedale. Meno rilassato è Felipe, ma in senso positivo: il pilota della Ferrari si lamenta per la fame e e sente l’esigenza di lavarsi e ripulirsi dopo l’operazione subita. E intanto il suo pensiero è già rivolto alle competizioni. “In che posizione mi trovavo in qualifica, quando c’è stato l’incidente?”, ha domandato Felipe alla moglie Rafaela, che lo assiste sempre. “Chi ha vinto domenica?”. Alla risposta del trionfo di Lewis Hamilton ha commentato: “Non ci posso credere, era la mia gara”, consolandosi almeno un po’ per il secondo posto di Kimi.

francia o brasile? — Nel pomeriggio è attesa la nuova visita del presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, stamattina è passato Jean Todt, mentre ieri ha telefonato Michael Schumacher che ha parlato con i famigliari di Massa dicendo di volergli poi fare visita. Intanto, c’è da stabilire il luogo in cui Massa proseguirà le cure. Il trasferimento del pilota a Parigi, per sottoporsi ai trattamenti decisi dal professor Saillant, sarebbe dovuto avvenire domani. Ma la famiglia vorrebbe portare Massa in Brasile. Dal momento che il ferrarista non è ancora in grado di affrontare un volo transoceanico, potrebbe rimanere ancora qualche giorno a Budapest e poi viaggiare direttamente verso il Paese natale, senza passare dalla Francia.

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felipe massa: condizioni stabili
Pilota brasiliano della Ferrari operato per la lesione alla testa
Budapest, 25 lug. (Ap) – Dall’ospedale di Budapest i medici che hanno operato Felipe Massa hanno inizialmente definito “critiche” le condizioni del pilota brasiliano della Ferrari, quindi il dipartimento della difesa ungherese, proprietario del nosocomio, le ha definite comunque “stabili”, la Ferrari chiede di “non rendere la situazione più drammatica di quella che è” perché “non è in pericolo di vita”. Restano però, a definire meglio lo stato di Massa, le parole del neurologo che ha seguito l’intervento, secondo il quale il brasiliano respira “per precauzione” grazie ad un supporto meccanico. “Ha una frattura al cranio, ha un problema cerebrale molto serio”, ha detto il medico ai giornalisti in attesa fuori dall’ospedale. “Ora non possiamo sapere se ci saranno delle conseguenze. Contiamo di svegliarlo dal coma indotto domattina alle dieci”. Il pilota brasiliano della Ferrari è stato operato in seguito alle ferite riportate alla testa, quando il suo casco è stato colpito da un oggetto metallico nel corso delle qualifiche del Gran Premio di Ungheria, decimo appuntamento del Mondiale di Formula 1. Massa era stato trasferito prima nella clinica del circuito dell’Hungaroring, quindi in ospedale a Budapest. Intorno alle 19.30 la Ferrari aveva diffuso un comunicato nel quale annunciava l’esito “positivo” dell’intervento, specificando però che Massa era “sotto osservazione in terapia intensiva”. Gli esami avevano evidenziato un taglio sulla fronte, una lesione ossea sovraorbitale sinistra e una commozione cerebrale”.

L’ECLISSI PIU’ LUNGA

Luglio 22, 2009


EKKOLA… BELLA LA MUSIKA!

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Con teoria del complotto lunare si indica la tesi secondo cui le missioni del programma Apollo non avrebbero mai portato l’uomo a toccare il suolo lunare e la NASA avrebbe falsificato le prove degli allunaggi, in una cospirazione organizzata assieme al governo degli Stati Uniti. Ciò nonostante esistano prove indipendenti che dimostrano la realtà dell’allunaggio dell’Apollo.

Tale teoria, che gode di una certa popolarità negli Stati Uniti a partire dal 1976, sostiene che i vari allunaggi presentati all’opinione pubblica mondiale tra il 1969 ed il 1972 non sarebbero mai realmente avvenuti, bensì sarebbero stati messi in scena in uno studio televisivo con l’aiuto degli effetti speciali. Questa teoria viene perorata da dubbi, osservazioni, ipotesi, sui fatti intercorsi durante le missioni Apollo. Ne scaturiscono argomentazioni, deduzioni e controdeduzioni.

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SACHSENRING (Germania) – Pole a Rossi con un giro monstre finale sotto il diluvio al Sachsenring. Il pesarese, con l’ultima opportunità, riesce a precedere di 640 millesimi il compagno-rivale Jorge Lorenzo, che a lungo ha dominato la sessione, e partirà così davanti a tutti in un circuito dove i sorpassi sono considerati difficili anche per le moto. Terzo Casey Stoner, sulla Ducati, davanti al compagno di casa Hayden, caduto a pochi minuti dal termine in un incidente che ha coinvolto anche il genovese Niccolò Canepa. Dietro le “rosse”, Alex De Angelis e il francese De Puniet. Nono Capirossi, tredicesimo Melandri e 15mo lo stesso Canepa, per citare gli italiani.

“Sono molto contento, è stato un buon turno, abbiamo lavorato benissimo sulla moto facendo due-tre modifiche che mi hanno dato più grip, più feeling – ha commentato Valentino Rossi a caldo. “Ho deciso di rimanere fuori per vedere giro per giro come andava – continua il pesarese.- Sapevo di avere un buon potenziale, nell’ultimo giro ho fatto un ‘pelino’ in più ed è arrivata una bella pole, era importante.
Adesso speriamo che domani il tracciato sia asciutto”.

Molte le cadute, perlopiù nella insidiosa curva Omega, a causa della forte pioggia che ha connotato l’intera sessione: ad aprire le danze è stato De Puniet, poi è stato il turno di Canepa, Melandri, Elias, De Angelis.
Paura per la scivolata di Nicky Hayden, che nella caduta ha coinvolto l’incolpevole Canepa (per la seconda volta nella giornata), il quale – unico tra le vittime di incidenti – è stato portato via in barella. Ultimo a cadere Loris Capirossi.

Bene Simoncelli – Marco Simoncelli centra la pole position nella 250. Il centauro della Gilera ha messo in fila tutti col tempo di 1′33″545, staccando di 143 millesimi Hector Barbera, secondo con 1′33″105, e di quasi un secondo e tre decimi un altro spagnolo, Alvaro Bautista, terzo con 1′34″246. Sesto tempo per Mattia Pasini, più indietro Baldolini (12mo), Locatelli (14mo) e De Rosa (17mo).

125 a Simon. Sarà invece lo spagnolo Julian Simon a partire davanti a tutti in 125. Il centauro della Aprila ha preceduto il compagno di squadra Bradley Smith. Terzo crono per un altro spagnolo, Marc Marquez, su Ktm. Solo nono Simone Corsi, ancora più indietro Lorenzo Zanetti (18mo) e Andrea Iannone (22mo).

18 luglio 2009

TEHERAN – La contestazione contro Ahmadinejad non abbassa la testa. Tornano in piazza migliaia di sostenitori dell’esponente riformista Mir Hussein Moussavi. Sfidano la polizia e manifestato davanti all’università di Teheran durante il sermone del venerdì dell’Ayatollah Hashemi Rafsanjani.

Scandiscono slogan contro il presidente rieletto Ahmadinejad. Gridano “Allah akbar” (Dio è grande), lo stesso grido di protesta che da settimane si sente di notte dai tetti di Teheran. Secondo i testimoni sono centinaia di migliaia, una folla così numerosa da riempire un’area di tre chilometri attorno all’ateneo. La maggior parte della gente neppure è riuscita ad avvicinarsi all’università chiusa attorno ad un cordone di forze di sicurezza.

Proiettili di gomma contro i manifestanti. Violenta la reazione della polizia che ha caricato con lacrimogeni e manganelli i manifestanti vestiti di verde o con indosso un braccialetto del colore scelto da Moussavi durante la campagna elettorale. Per disperdere la folla, gli agenti in assetto antisommossa hanno sparato anche proiettili di gomme. Trascinati via almeno 15 manifestanti rinchiusi nelle prigioni ad ingrossare il numero degli oppositori dietro le sbarre. I miliziani hanno picchiato e sequestrato anche l’avvocato Shadi Sadr, nota attivista per i diritti delle donne, fatta salire con la forza su una macchina mentre si stava recando all’università insieme ad altre donne. Nel tentativo di bloccare la diffusione di notizie oltre i confini, i cellulari nel centro di Teheran sono stati disattivati: dalla capitale non è possibile inviare neppure un sms. Secondo il sito pro riformista Moujcamp, i servizi di sicurezza avrebbero pure negato a diversi reporter l’autorizzazione di seguire in diretta il discorso di Rafsanjani.

Nel sermone dure critiche ad Ahmadinejad. Quando sembrava che in Iran stesse ritornando la calma e il regime fosse riuscito a imporre la normalizzazione, la violenza è tornata per le strade di Teheran. L’opposizione vuole dimostrare che il movimento rimane vibrante nonostante la repressione subita. Il sermone del potentissimo Hashemi Rafsanjani, uno dei pilastri del regime dei mullah, attualmente ispiratore delle mosse di Mir Hossein Mossavi, è stato trasmesso in diretta via radio. L’ex presidente della Repubblica islamica non ha risparmiato critiche al regime.

Rafsanjani: “Rilasciate gli oppositori”. “In Iran c’è una situazione amara che può essere risolta solo con l’elezione di un presidente che sia voluto dal popolo”, ha detto l’Ayatollah durante il sermone tanto atteso dopo che per quattro settimane aveva preferito non guidare la preghiera del venerdì. “Rilasciate subito gli oppositori arrestati”, ha ripetuto con forza l’ex presidente dopo una breve sospensione del sermone imposta dalla rivolta davanti all’università. “Deve essere creata un’atmosfera di libertà in cui ognuno abbia il diritto di esprimere le sue critiche. Solo così raggiungeremo la soluzione della crisi”. Rafsanjani ha criticato anche il Consiglio dei Guardiani, incaricato di sovrintendere le elezioni, che “non ha usato nel modo migliore possibile” il tempo a disposizione per esaminare le denuncie dei brogli presentate dai candidati sconfitti.

(17 luglio 2009) Tutti gli articoli di esteri

da Repubblica.it
Il console italiano Paola Cogliando: alto numero di nuove segnalazioni
tra Londra, Oxford, Birmingham e Norwich. Stanno per rientrare i ragazzi contagiati a York
Nel Paese le persone che hanno contratto la malattia sono già 55.000

ROMA – Sono 50 gli studenti italiani che si trovano in Gran Bretagna per frequentare un corso di lingua inglese che hanno probabilmente contratto la nuova influenza. “Da martedì sera – spiega la console d’Italia a Londra Paola Cogliando – abbiamo ricevuto una seria di segnalazioni di casi sospetti e finora sono circa 50 tra questi che si crede abbiano avuto la nuova influenza”. Si tratta di ragazzi, tutti tra i 12 e i 17 anni, che si trovano in istituti di Londra, Oxford, Birmingham e Norwich. Altri cinque ragazzi italiani risultano contagiati in Irlanda. Intanto l’Oms chiede agli Stati di dare conto solo dei decessi, vista la rapida evoluzione della pandemia “che in sole sei settimane ha fatto tanti contagi quanto le passate pandemie hanno fatto in sei mesi”, si legge in un comunicato.

I ragazzi contagiati in Gran Bretagna, spiega la console, non sono casi gravi: “Dieci sono guariti senza nemmeno prendere il Tamiflu, gli altri sono stati invece sottoposti al protocollo previsto dalle autorità britanniche e la febbre è sparita”. “Sono in contatto continuo con i loro accompagnatori e insegnanti – continua ancora la Cogliandro- e mi dicono che i ragazzi si sono ripresi subito; e anzi adesso è difficile tenerli in camera perché si sentono bene e vorrebbero uscire”.

“La vita quotidiana, qui in Gran Bretagna – assicura il diplomatico – scorre tranquillamente. Non sono un medico e non voglio azzardare giudizi; ma si sta parlando di emergenza per il gran numero di persone colpite, non perchè il virus sia particolarmente virulento. Del resto siamo in un Paese con un sistema sanitario più che attrezzato, e dunque in grado di affrontare situazioni critiche”.

Trenta ragazzi del milanese sono bloccati da qualche giorno in un college di York, in Inghilterra, dove avevano contratto il virus. Erano arrivati in Inghilterra per un soggiorno di studio dalla scuola media Fabrizio De André di Peschiera Borromeo, mentre un piccolo gruppo proveniva da San Giuliano, entrambi piccoli paesi del milanese. “Alcuni di loro – spiega Maurizio Montanelli, responsabile del dipartimento prevenzione della Asl 2 di Milano – avevano sintomi più gravi, altri più lievi ma ora stanno tutti bene e dovrebbero rientrare domenica. Non è previsto che siano sottoposti a ulteriore isolamento in Italia”.
I ragazzi non sono stati ricoverati, ma sono rimasti ospiti del college. Tutti sono stati sottoposti a trattamenti farmacologici, di vera e propria cura per chi aveva manifestato la malattia in forma conclamata, e di semplice profilassi per gli altri. Tra l’altro il ricovero in ospedale è sconsigliato anche dal sito Viaggiare Sicuri, gestito dal ministero degli Esteri insieme all’Aci. Si suggerisce infatti “di non presentarsi invece ai posti di pronto soccorso degli ospedali ove potreste essere respinti per evitare il contagio agli altri ricoverati”. Fino a pochi giorni fa non si segnalava un ingente numero di cancellazioni nei college.

In Gran Bretagna è salito a 29 il numero delle vittime dell’influenza A, sarebbero oltre 55.000 i nuovi casi di contagio nella scorsa settimana. L’ultima vittima è stata confermata in Scozia: si tratta di una turista morta mercoledì all’ospedale di Inverness. Secondo le previsioni del ministero della Sanità, in agosto potrebbero esserci 100.000 nuovi casi al giorno nel Paese.

dal corriere della sera
È accaduto alle 8 ora locale (le 3 in Italia)
Indonesia, Giakarta sotto attacco
Due attentati in pochi minuti: 9 morti
Colpiti due hotel di lusso nel centro della città. Stranieri tra le vittime. La Farnesina: «nessun italiano coinvolto»
GIAKARTA – Giakarta sotto attacco terroristico. Quando in Italia erano le 3 (le 8 ora locale) una duplice esplosione si è verificata in due hotel di lusso nel centro città: il Ritz-Carlton e il Marriott. Il bilancio vede nove vittime accertate e circa 50 feriti.

GLI HOTEL – Le esplosioni nei due hotel si sono verificate quasi simultaneamente, a qualche minuto di distanza l’una dall’altra. Secondo testimoni la prima esplosione si è verificata all’Hotel Marriott. I due hotel si trovano entrambi nel quartiere finanziario di Kuningan, e sono frequentati prevalentemente da uomini d’affari. Le esplosioni arrivano una settimana dopo la riconferma elettorale del presidente, Susilo Bambang Yudhoyono, alla guida del più grande Stato musulmano del mondo.

LA FARNESINA: NON CI SONO ITALIANI FRA LE VITTIME – Non ci sono italiani tra i nove morti degli attentati. Lo ha detto la Farnesina ad Apcom. Non ci sarebbero italiani neanche tra i feriti (una cinquantina in tutto), ma i funzionari dell’ambasciata italiana nella capitale indonesiana stanno effettuando ulteriori verifiche.

IL FALSO ALLARME – La polizia indonesiana intanto fa sapere di aver ritrovato una bomba inesplosa all’hotel Marriott. Successivamente alle due esplosioni ve ne era stata una terza in un centro commerciale poco lontano. Quest’ultima però non è stata causata da una bomba, ma dalla batteria difettosa di un furgone.

IL PRECEDENTE – Per alcuni anni in Indonesia non si sono verificate esplosioni di bombe, dopo l’attentato del 2003 allo stesso Hotel Marriott che causò la morte di 12 persone e quello del 2004 con un’autobomba che provocò la morte di 10 persone davanti all’ambasciata australiana. La scorsa settimana le elezioni presidenziali nel paese si sono svolte in un clima pacifico
17 luglio 2009

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Luglio 17, 2009

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